Composizione negoziata d’impresa nel 2026: il ruolo chiave del commercialista

Sebiana | FEBBRAIO 2026

A distanza di alcuni anni dalla sua introduzione, la composizione negoziata della crisi d’impresa non può più essere considerata uno strumento “sperimentale”. Guardando al 2026, è sempre più chiaro che questa procedura rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui viene affrontata la crisi: meno emergenziale, più anticipata, più orientata alla sostenibilità.

In questo scenario, il ruolo del commercialista evolve in modo significativo. Non si tratta più soltanto di assistere l’impresa sul piano contabile o fiscale, ma di accompagnarla in un percorso complesso, in cui decisioni strategiche, operative e reputazionali si intrecciano fin dalle prime fasi.

Questo articolo si concentra su come cambia il ruolo del commercialista nella composizione negoziata, quali responsabilità emergono e perché, nel prossimo futuro, la capacità di lavorare con partner operativi affidabili diventerà un elemento distintivo.

Composizione negoziata d’impresa: da strumento straordinario a prassi strutturata

Nel 2026, la composizione negoziata per le imprese è destinata a diventare una prassi sempre più diffusa nella gestione della crisi. La crescente attenzione alla continuità aziendale e alla prevenzione dell’insolvenza spinge imprenditori e creditori a privilegiare soluzioni negoziali rispetto a interventi tardivi e distruttivi di valore.

Questo cambiamento sposta il baricentro dell’intervento molto prima rispetto al passato. Il commercialista non entra più in gioco quando la crisi è ormai conclamata, ma quando esistono ancora margini per agire. Di conseguenza, aumenta la responsabilità professionale legata alle scelte che vengono suggerite e accompagnate lungo il percorso.

Il ruolo del commercialista come regista del percorso di risanamento

Nella composizione negoziata, il commercialista assume sempre più il ruolo di regista del percorso, coordinando aspetti economico-finanziari, scelte strategiche e interlocuzione con i diversi soggetti coinvolti.

In questa fase iniziale, una delle valutazioni più delicate riguarda se e quando la vendita dei beni possa diventare una leva utile nel percorso di risanamento, tema che abbiamo approfondito in un articolo dedicato.

È una posizione centrale, che richiede competenze tecniche ma anche capacità di visione e di gestione della complessità.

In particolare, il professionista è chiamato a:

  • aiutare l’imprenditore a leggere in modo realistico la situazione aziendale;

  • valutare la sostenibilità delle diverse opzioni disponibili;

  • accompagnare decisioni che hanno impatti non solo economici, ma anche reputazionali.

Questo ruolo espone inevitabilmente il commercialista a un livello di responsabilità più elevato, soprattutto quando le scelte riguardano asset, continuità operativa e rapporti con i creditori.

Dal “consigliare” al “costruire percorsi difendibili”

Guardando al 2026, uno degli elementi chiave del ruolo del commercialista nella composizione negoziata sarà la difendibilità delle scelte. Non basterà aver suggerito una decisione ragionevole: sarà sempre più importante poter dimostrare che quella decisione è stata presa seguendo un metodo coerente, trasparente e compatibile con il contesto della composizione negoziata.

In questo senso, il ruolo del commercialista evolve da consulente a costruttore di percorsi. Percorsi che devono reggere nel tempo, essere comprensibili ai creditori e coerenti con gli obiettivi di risanamento. Questo vale per tutte le decisioni rilevanti, comprese quelle che incidono sul patrimonio e sugli asset aziendali, senza entrare nel merito operativo delle singole azioni.

La necessità di partner operativi affidabili

Proprio perché il perimetro di responsabilità del commercialista si amplia, diventa sempre più importante non essere soli nella gestione delle fasi operative più delicate. 

Questo vale in particolare quando si passa dalla decisione alla gestione concreta delle operazioni, come nel caso della vendita dei beni in contesti di crisi, dove non è sufficiente vendere, ma è essenziale dimostrare che la vendita sia avvenuta a valori di mercato o comunque coerenti con il mercato, attraverso procedure competitive, strategie pubblicitarie e tracciabili in ogni fase. Questo è un tema che abbiamo approfondito in un articolo dedicato.

Nel 2026, la differenza tra un percorso solido e uno fragile sarà spesso determinata dalla qualità dei partner coinvolti.

Affidarsi a soggetti abituati a lavorare in contesti di crisi consente al commercialista di:

  • ridurre il rischio operativo,

  • mantenere il controllo strategico del percorso,

  • rafforzare la credibilità complessiva delle scelte adottate.

La collaborazione con partner specializzati non è quindi una delega, ma uno strumento di tutela professionale e di rafforzamento del proprio ruolo.

Qualamano.com come alleato operativo del commercialista nella crisi d’impresa

In questo contesto si inserisce il ruolo di Qualamano.com brand di Aste33 come supporto operativo al lavoro del commercialista. L’azienda opera da anni in contesti di crisi, dismissioni e liquidazioni, Qualamano.com è strutturata per intervenire in fasi in cui trasparenza, metodo e tracciabilità sono requisiti essenziali.

Essere già soggetto specializzato per il Tribunale implica l’adozione di processi rigorosi e verificabili, particolarmente rilevanti nella composizione negoziata. Qualamano.com, opera attraverso meccanismi competitivi e documentabili, coerenti con le esigenze di difendibilità che caratterizzeranno sempre più il lavoro del professionista nei prossimi anni.

Per il commercialista, questo significa poter contare su un alleato che non sostituisce il ruolo decisionale, ma lo rafforza, consentendo di affrontare anche le fasi più operative con maggiore serenità e controllo.

La composizione negoziata d’impresa nel 2026 rende il commercialista una figura ancora più centrale nella gestione della crisi. Centralità che va di pari passo con un aumento delle responsabilità e con la necessità di adottare un approccio sempre più strutturato.

Metodo, visione e capacità di costruire collaborazioni efficaci saranno gli elementi distintivi del professionista che saprà accompagnare le imprese in modo credibile e sostenibile. In questo scenario, la qualità dei partner operativi non è un dettaglio, ma una componente essenziale del percorso.

I temi affrontati trovano applicazione concreta nei modelli operativi adottati da Qualamano.com, a supporto dei commercialisti impegnati nella gestione strutturata e difendibile delle operazioni più delicate nella composizione negoziata.

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Sebiana Gaiotto

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